
gli effetti del cambiamento climatico sulla salute della pelle

in sintesi
L’interazione tra clima e salute è complessa e interconnessa. Il cambiamento climatico influisce non solo sulla salute del pianeta, ma anche su quella di ogni apparato dell’organismo umano. Sono sempre più numerose le evidenze secondo cui gli eventi legati al clima, tra cui l’inquinamento atmosferico, l’assottigliamento dello strato di ozono, il riscaldamento globale, gli incendi boschivi, gli eventi meteorologici estremi e la perdita di biodiversità, possono alterare il normale funzionamento del sistema immunitario. Non sorprende quindi che, essendo esposta all’ambiente esterno, la pelle tenda a essere uno degli apparati più colpiti dal cambiamento climatico.
primo strato: che cos’è il cambiamento climatico?
Il cambiamento climatico si riferisce a variazioni a lungo termine della temperatura e dei modelli meteorologici. Questi cambiamenti possono essere naturali, come nel caso delle eruzioni vulcaniche, oppure verificarsi a causa delle attività umane, come la combustione dei combustibili fossili. I fattori correlati al cambiamento climatico influiscono sulla capacità della pelle di mantenere la propria omeostasi naturale*. Di conseguenza, il nostro organismo è esposto ad antigeni, allergeni, stress termico, sostanze inquinanti e cambiamenti del microbioma*. Questi fattori di stress possono inoltre influenzare la tolleranza immunitaria dell’organismo, favorendo a loro volta una serie di condizioni, tra cui malattie autoimmuni e allergie.
secondo strato: in che modo il cambiamento climatico influisce sulla nostra pelle?
Tra i principali aspetti legati al cambiamento climatico e ai suoi effetti sulla salute della pelle rientrano:
- assottigliamento dello strato di ozono: in quanto componente dell’alta atmosfera, lo strato di ozono protegge la superficie terrestre dalle radiazioni ultraviolette (UVR), assorbendo tutte le radiazioni ultraviolette C e la maggior parte delle radiazioni ultraviolette B. Quando lo strato di ozono si riduce, quantità maggiori di UVR raggiungono la superficie terrestre, causando un aumento dei casi di tumore cutaneo, incluso il melanoma, e dell’invecchiamento precoce della pelle.
- inquinamento atmosferico: proteggendo l’organismo dagli agenti esterni, la pelle contribuisce anche a mantenere l’omeostasi interna. L’esposizione agli agenti aggressivi urbani, tra cui l’inquinamento atmosferico, danneggia l’epitelio* della pelle e delle superfici mucose, aumentando l’incidenza di malattie allergiche e infiammatorie. È stato dimostrato che specifiche sostanze inquinanti, come ozono, particolato (PM), composti organici volatili e biossido di azoto, aumentano sia il rischio di sviluppare malattie allergiche come la dermatite atopica (DA), sia il rischio di riacutizzazioni. Gli inquinanti atmosferici sono lipofili*, caratteristica che consente loro di penetrare direttamente attraverso lo strato superficiale, lo strato corneo, dell’epidermide. Ne deriva uno stress ossidativo che altera il sistema immunitario e la barriera cutanea*. Gli studi clinici confermano questi effetti, documentando una chiara associazione tra gli inquinanti atmosferici e lo sviluppo della DA. È stato inoltre dimostrato che l’esposizione all’inquinamento atmosferico durante la gravidanza predispone allo sviluppo della DA dopo la nascita. L’inquinamento atmosferico provoca anche stress ossidativo, con il rilascio di mediatori infiammatori all’interno della pelle, aggravando a sua volta le malattie autoinfiammatorie, tra cui acne vulgaris, pemfigo e psoriasi. L’inquinamento atmosferico aumenta lo stress ossidativo della pelle, aggravando l’invecchiamento cutaneo estrinseco.
- riscaldamento globale: il microbioma della pelle agisce come parte del sistema immunitario, offrendo protezione dai microrganismi patogeni. Sebbene il microbioma rimanga generalmente stabile nel tempo, il cambiamento climatico può alterarlo. Temperature e umidità elevate sono state associate a una maggiore proliferazione dei batteri cutanei. Tra le malattie della pelle note per essere associate ad alterazioni del microbioma cutaneo figurano DA, acne vulgaris e psoriasi.
- incendi boschivi: gli incendi boschivi causano livelli elevati di PM, con una correlazione dimostrata tra incendi boschivi e DA. Gli incendi boschivi sono stati inoltre associati a livelli elevati di anidride carbonica, che sembra aumentare i livelli di dermatite allergica da contatto.
terzo strato: come dovrebbe cambiare la cura della pelle con il cambiamento climatico
Come abbiamo visto, livelli elevati di inquinamento atmosferico contribuiscono ad aumentare l’incidenza di dermatite atopica*, psoriasi*, pemfigo*, acne vulgaris*, melasma* e foto-invecchiamento*. Temperature più elevate dovute al riscaldamento globale alterano il microbioma cutaneo e aggravano le malattie della pelle, tra cui dermatite atopica, acne vulgaris e psoriasi. Sebbene raccomandiamo sempre di rivolgersi a un dermatologo qualificato per la diagnosi e il trattamento delle malattie cutanee, alcune modifiche alla routine quotidiana di cura della pelle possono essere utili:
- doppia detersione: detergere accuratamente la pelle con un detergente a base oleosa, seguito da un detergente viso idratante, aiuta a rimuovere gli effetti superficiali dell’inquinamento, tra cui sporco e particolato, mantenendo al contempo l’idratazione cutanea.
- antiossidanti: l’uso topico di un antiossidante come la Centella aiuta a neutralizzare i radicali liberi prodotti dallo stress ossidativo, riducendo il rischio di foto-invecchiamento.
- idratazione: temperature più elevate contribuiscono a seccare la pelle, alterare il microbioma e aggravare le malattie cutanee. Un’idratazione adeguata aiuta a ripristinare una barriera cutanea danneggiata e ad alleviare condizioni come eczema e rosacea.
quarto strato: come lo facciamo
Gli effetti del cambiamento climatico sull’organismo umano sono vari e molteplici, e alcuni dei cambiamenti più evidenti si verificano sull’organo maggiormente esposto: la pelle. Man mano che gli effetti di questo cambiamento continueranno a manifestarsi, assisteremo senza dubbio a un aumento del foto-invecchiamento e delle malattie cutanee. Raccomandiamo di iniziare con una solida routine di detersione per rimuovere il particolato, utilizzando il nostro olio detergente viso alla crusca di riso e melograno e il latte detergente all’avena. Idrata la pelle con il nostro siero al gelsomino e la nostra crema viso al loto e litchi, quindi completa la routine con il nostro olio viso al bakuchiol e melograno, ricco di antiossidanti, per trattenere l’idratazione e contrastare i danni dei radicali liberi. Per rigenerare la pelle gravemente disidratata, raccomandiamo il nostro balsamo nutriente alla rosa mosqueta, che lenisce la pelle e aiuta a riparare la barriera cutanea.
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anokha
riferimenti:
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definizioni:
acne vulgaris: disturbo cutaneo comune dell’unità pilosebacea.
dermatite atopica: tipo di eczema caratterizzato da pelle arrossata, desquamata e pruriginosa, che colpisce tipicamente la parte interna dei gomiti e la zona dietro le ginocchia. È spesso associata a rinite allergica, febbre da fieno e asma.
dermatite da contatto: eruzione cutanea causata dal contatto con una sostanza specifica. Evitare il fattore scatenante consente generalmente all’eruzione di scomparire in 2-4 settimane.
epitelio: tipo di tessuto corporeo che riveste le superfici interne ed esterne dell’organismo.
omeostasi: processo attraverso il quale un organismo mantiene uno stato di equilibrio e stabilità nel proprio ambiente interno.
lipofilo: tecnicamente, “affine ai grassi”; indica anche che un ingrediente è solubile negli oli.
melasma: iperpigmentazione bruna simmetrica del viso e del collo, tipicamente osservata nelle donne.
microbioma: insieme del materiale genetico di una comunità microbica sequenziato nel suo complesso.
particolato: miscela di particelle solide e goccioline liquide presenti nell’aria, composta da vari elementi, tra cui polvere, sporco, fuliggine, fumo, acidi, sostanze chimiche organiche, metalli e allergeni.
pemfigo: raro gruppo di malattie autoimmuni bollose che colpiscono la pelle e le mucose.
foto-invecchiamento: invecchiamento precoce della pelle causato dal sole
psoriasi: malattia della pelle caratterizzata da un’eruzione con chiazze pruriginose e squamose, tipicamente localizzate su ginocchia, gomiti, tronco e cuoio capelluto.
barriera cutanea: la barriera cutanea protegge dagli agenti esterni, inclusi aggressioni meccaniche e chimiche, calore, agenti patogeni, acqua e radiazioni.
domande frequenti:
in che modo il cambiamento climatico influisce sulla salute della pelle?
Il microbioma della pelle svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute cutanea. L’aumento delle temperature, i cambiamenti dell’umidità e l’inquinamento alterano l’ambiente microbico della pelle, causando condizioni cutanee tra cui acne, eczema e rosacea.
l’invecchiamento della pelle è un effetto del riscaldamento globale?
Lo strato di ozono protegge la superficie terrestre dalle radiazioni ultraviolette (UVR), assorbendo tutte le radiazioni ultraviolette C e la maggior parte delle radiazioni ultraviolette B. Quando lo strato di ozono si riduce, quantità maggiori di UVR raggiungono la superficie terrestre, causando un aumento dei casi di tumore cutaneo, incluso il melanoma, e dell’invecchiamento precoce della pelle.
quale condizione cutanea è maggiormente influenzata dai cambiamenti meteorologici?
Sia l’eczema sia la rosacea sono fortemente influenzati dai cambiamenti meteorologici. La pelle secca e i rapidi cambiamenti di temperatura possono aggravare o riacutizzare entrambe le condizioni.


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